Carnevale Termitano: “U Joviri Grassu” – di Nando Cimino
Oggi parliamo dell'ultimo dei quattro Giovedì di Carnevale; giorni che per tradizione erano anticamente legati alla gastronomia della festa

Che giorno è oggi? – Oggi è “u joviri grassu” ultimo dei quattro giovedì di carnevale; giorni che per tradizione erano anticamente legati alla gastronomia della festa. Si iniziava con “u joviri di cummari”, si proseguiva con quello dei parenti, poi ancora con quello del diavoletto “u zzuppiddu”, e si finiva appunto con il giovedì grasso. Ed a questa usanza erano legati altrettanti modi di dire che così recitavano:
“Pi lu joviri di cummari cunn’avi sordi si ‘mpigna u falari
Pi lu joviri di li parenti puru cu un mancia si lava li renti
Pi lu joviri du zzuppiddu cuns’ammarra e peggiu pi iddu
Pi lu joviri grassu inchiti a panza e stuiti u mussu”.
Quest’ultimo intendeva significare che quella era l’ultima occasione per dare sfogo, avendone le possibilità, a tutti i piaceri del palato; dopodiché bisognava “stuiarisi u mussu” ovvero pulirsi le labbra. In questo caso, come ben capirete, non ci si riferiva però alla sola e normale abitudine di lavarsi dopo avere mangiato; ma il modo di dire assumeva anche un significato metaforico.
Ed invero conteneva pure un chiaro riferimento al fatto che, passato carnevale e finita la festa, si entrava in tempo di Quaresima; periodo durante il quale la penitenza, che allora veniva rispettata, prevedeva una alimentazione più sobria con particolare attenzione al consumo della carne. Anche in questo caso interveniva però la saggezza dei nostri antenati che così dicevano: “Cu a carnalivari si scorda da Quaresima a Pasqua s’arridduci a la limosina” .
Nella foto sopra di fine anni cinquanta Carnevale al Belvedere di Termini Imerese.





