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Dalla Spagnola al Coronavirus, un secolo di Pandemie

La più grande Pandemia Influenzale della storia fù l'Influenza Spagnola 1918/1920. Oggi a distanza di un secolo facciamo i conti con il Coronavirus

L’Influenza Spagnola, conosciuta come la grande influenza o epidemia spagnola, fù una epidemia insolitamente mortale, che fra il 1918 e il 1920 uccise decine di milioni di persone nel mondo, la prima delle due pandemie che coinvolgono il Virus dell’influenza H1N1. Ad oggi anno 2020 ci domandiamo Coronavirus e Spagnola, due pandemie  in grado di infettare il mondo intero, cerchiamo di capire assieme cosa sta succedendo.

La mortalità del Coronavirus non è così elevata? “Questo sembra essere non vero, chi si ammala ha una probabilità individuale di morire piuttosto bassa, il 3%. Gli infetti però potrebbero essere il 35% degli italiani, aveva dichiarato in un’intervista il coordinatore unità di crisi terapie intensive Antonio Pesenti che, intervistato a Piazzapulita, rivela una verità choc: “Il Coronavirus è come la Spagnola, morirà tantissima gente. È una catastrofe sanitaria”, zone rosse in Lombardia dove è partito il focolaio del virus e, ancora una volta, mostra immagini e interviste inedite ai sanitari che combattono in prima linea contro l’emergenza Covid19 che sta mettendo in ginocchio l’Italia. Non solo anziani ma anche tanti giovani intubati e terapie intensive strapiene con i medici che non riescono più a gestire l’emergenza. Un contagio che assomiglia alla Spagnola alla fine della prima guerra mondiale”.

“Supponiamo che 1/3 degli italiani venga contagiato dal Coronavirus, facciamo un conto facile, se il 3% di 20 milioni muore significa 600mila morti, sono i morti della Prima Guerra Mondiale. Chi si trova in un posto dove improvvisamente arrivano 50 malati gravi, tutti da intubare, e se non li intubi sai che potrebbero non farcela ma non riesci a intubare 50 persone in un minuto, due minuti. Si ammalerà tantissima gente e quindi morirà tantissima gente” – spiega il coordinatore unità di crisi terapie intensive -. Il Coronavirus è una catastrofe sanitaria“.

“Cento anni fa la stessa cosa, cambiano le vittime, oggi muore chi è più debole, all’epoca morivano i più forti. È incredibile come la Spagnola, sconvolgente, sia stata dimenticata, ma una guerra è più facile da raccontare: ci sono i cattivi e i suoi eroi. Anche se, pure nel caso dell’Influenza Spagnola, gli eroi ci furono, i medici che s’impegnarono a combatterla».

Cari lettori la storia non ci ha insegnato niente, all’epoca ogni stato pensava a se e non uniti. Su questo bisogna riflettere…

Coronavirus, nel tema della piccola Nunzia la paura e la voglia di tornare a giocare

La paura del virus, l’odore della candeggina, la voglia di tornare a giocare liberi senza la paura di abbracciarsi. Commuove il tema della piccola Nunzia, 8 anni, residente in una delle zone del Veneto più colpite dal virus.

“Oggi è il 2 marzo, sono passati 10 giorni da quando abbiamo saputo dei telegiornali che un nuovo virus è arrivato in Italia, da quel giorno abbiamo tutti molta paura – scrive la bambina nel tema condiviso dal padre su Facebook – . Ormai sono 10 giorni che non vado a scuola, mi mancano i miei amici, mi manca scherzare e giocare all’ora di ricreazione. Ho avuto molta paura perché le prime persone ad ammalarsi abitavano a poca distanza da casa mia. Mi ricorderò di questo brutto momento per tutta la mia vita – prosegue il tema -, mi ricorderò l’odore della candeggina che mamma mi fa usare sulle mani tutti i giorni. Spero che tutto questo finirà presto che tutte le persone colpite da questo virus possano guarire presto che si possa giocare liberi senza avere paura di abbracciarsi, senza avere paura di ammalarsi e che tutte le persone in quarantena possano essere libere di uscire dalle proprie case e sentire il sole sulla pelle”.

“Nunzia si è espressa nel senso della paura perché – spiega suo padre all’Adnkronossa che una malattia sconosciuta e non è da prendere sottogamba”.

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