Ogni anno il 29 Giugno la chiesa festeggia San Pietro il cui principale simbolo iconografico è la chiave; egli è infatti popolarmente considerato il “guardiano” del Paradiso.
Non so dirvi se fosse tradizione in uso in tutte le parti della Sicilia; ma nel palermitano questa era l’occasione in cui fornai e pasticcieri preparavano la deliziosa chiave dolce. Si trattava principalmente di un biscotto la cui forma era proprio quella di una chiave; e che, una volta cotto, veniva ricoperto di zucchero colorato o arricchito con tantissimi e variopinti confettini.
I chiavi di San Petru erano di tante dimensioni e facevano bella mostra di se in tutte le vetrine; ed ogni famiglia ne comprava almeno una da portare quel giorno a tavola. C’era poi chi ne realizzava in proprio, cuocendole nel forno di casa e ricoprendole semplicemente con zucchero a velo. L’usanza delle dolci chiavi di San Pietro è oggi purtroppo andata quasi del tutto dimenticata e sono sempre meno coloro che, nostalgicamente, ne rispettano ancora l’antica tradizione.
Tanti, nello spezzare la chiave, recitavano pure delle graziose orazioni; ed anche in questo caso ve ne riporto qualcuna che come sempre trascrivo nella variante in uso nella mia città, Termini Imerese:
Santu Petru varba bianca
portimi a chiavi da spiranza,
portimi a chiavi du pararisu
ca di Diu mi fui purmisu.
* * *
Santu Petru ca granni siti
di la spiranza li chiavi tiniti,
e li tiniti beddi forti
Santu Petru grapiti sti porti.
* * *
Quest’ultima è invece particolare e potremmo dire “egoistica”; ma è veramente simpatica ed era più che altro recitata per gioco:
Santu Petru vicchiareddu
du pararisu grapiti u canceddu
e grapitilu sulu a mia
ca vi cantaiu sta litania.
Auguri a tutti coloro, uomini e donne, che portano questo nome.






