CronacaRubrica

Il Giorno Del Ricordo, 10 Febbraio 2020, l’Eccidio Delle Foibe

Siamo di fronte a uno degli avvenimenti più dolorosi, che causò lutti, sofferenza e spargimento di sangue innocente, sul quale per anni si è fatto silenzio

Il 10 Febbraio è il Giorno Del Ricordo, ossia il giorno dedicato a conservare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle Foibe e dell’esodo degli istriani, fiumani e dalmati dalle loro terre.

Siamo di fronte a uno degli avvenimenti più dolorosi, che causò lutti, sofferenza e spargimento di sangue innocente, sul quale per anni si è fatto silenzio. La scelta del 10 Febbraio si deve al fatto che in questo giorno del 1947 fu firmato il Trattato di pace che assegnava l’Istria e buona parte della Venezia Giulia alla Jugoslavia. Un trattato duro che attribuiva all’Italia, alleata della Germania, la responsabilità di una guerra di aggressione.

Il termine “Foibe” indica le cavità tipiche della regione carsica che, durante la Seconda Guerra Mondiale, tra il 1943 e il 1945, vennero usate per buttarvi dentro i prigionieri, compiendo un vero eccidio. Furono i partigiani jugoslavi comunisti del maresciallo Tito che lottarono contro la popolazione italiana. Furono gettate nelle foibe migliaia di persone colpevoli di essere italiane, fasciste o contrarie al regime comunista. Altre migliaia di persone, che avevano abitato in Istria, a Fiume e in Dalmazia, furono obbligate a lasciare le loro case o vennero deportate nei campi sloveni e croati.

L’infoibamento avveniva in maniera da procurare grande sofferenza: i condannati venivano legati tra loro con un lungo filo di ferro ai polsi e posizionati sugli argini delle foibe. Poi venivano sparati con una raffica di mitra solo i primi tre o quattro della fila. Questi precipitavano nell’abisso, morti o feriti, e trascinavano giù tutti gli altri. Quelli che non morivano subito rimanevano per giorni sul fondo delle voragini, agonizzanti tra i cadaveri dei compagni. Dalle esecuzioni qualcuno è uscito miracolosamente vivo. Tito e i suoi uomini, in questo modo, portarono avanti la battaglia di riconquista della Slovenia e della Croazia, volendo impadronirsi della Dalmazia, dell’Istria e di tutto il Veneto fino all’Isonzo.

Fonte Frate Indovino

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