Era domenica quel 14 gennaio del 1968; una fredda domenica invernale che così come altre, almeno fin nella tarda mattinata, era trascorsa tranquilla. Ma ecco alle 13,28 improvvisa ed imprevedibile, una forte scossa tellurica a cui, a distanza di un’ora, ne segui un’altra. Ma la più violenta, quella che rase al suolo numerose città, si verificò proprio all’alba del 15 gennaio poco oltre le 3,00.
Al sorgere del sole interi paesi del trapanese erano praticamente scomparsi. Gibellina, Salaparuta, Poggiorele, Montevago, Santa Margherita Belice, Santa Ninfa, sembravano un campo di battaglia; case crollate, morti, voragini, grida. I primi soccorritori giunti con molta difficoltà sul posto, incominciarono a scavare fra le macerie ed anche a mani nude, nella speranza di salvare vite. Era come se fosse improvvisamente scomparso un pezzo di Sicilia. Le scosse vennero avvertite in maniera distinta anche in località lontane dall’epicentro quali Trapani, Corleone, Palermo e la stessa Termini Imerese, dove alcune vecchie case subirono lesioni. La conta delle vittime non fu mai precisa; ma furono sicuramente più di 300 ed almeno 70.000 gli sfollati.
Iniziò subito la gara di solidarietà alla quale partecipò anche la nostra città da cui partirono diversi volontari ma anche alcuni camion con coperte e viveri raccolti in breve grazie alla generosità di molti nostri concittadini e di numerose attività commerciali che non fecero mancare il loro sostegno. In quella occasione il comune, allora guidato dal Sindaco Avv. Ignazio Mirabella, ospitò alcuni dei senzatetto, facendoli alloggiare al Grand Hotel delle Terme.
Salavatore Gebbia, un nostro concittadino, ricorda pure che alla Maggior Chiesa di Termini l’arciprete di allora Mons. Michele Sarullo, insieme ai giovani dell’Azione Cattolica ed il CUTI, Circolo Universitario che aveva la sua sede proprio nei pressi, organizzò un posto di ristoro caldo per tutti gli sfollati che arrivavano dalla valle del Belice. Nelle stanze della canonica le donne cucinavano e giù nei locali parrocchiali i giovani servivano i piatti usando come appoggio il tavolo da ping pong. Nella stessa chiesa, così come in altre, si organizzò pure una raccolta di indumenti.
Il 15 gennaio si confermava quindi per la Sicilia una data infausta; infatti giusto qualche decennio prima, ovvero nello stesso giorno del 1940, una forte scossa di terremoto aveva colpito Palermo e buona parte della provincia distruggendo alcune vecchie case e facendo pure una vittima. Anche in questo caso la scossa fu avvertita in maniera netta pure a Termini Imerese dove non pochi abitanti impauriti, si riversarono sulle strade passando la notte all’aperto.
(Nella foto di copertina la prima pagina del giornale L’ORA che dava la triste notizia della tragedia).






