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Montemaggiore Belsito: Quando la musica diventa storia

Musica e tradizione a Montemaggiore nelle note dell’orchestra fiati ‘G. Rossini’ diretta dal Maestro Nunzio Ortolano

Si svolgerà come ogni anno il 14 settembre alle 21:30 nella storica Piazza Basilica di Montemaggiore Belsito il tradizionale concerto dell’Orchestra Fiati ‘G. Rossini.

Diretta da Nunzio Ortolano, la Symphonic Band è pronta a regalare come sempre ai suoi spettatori una serata magica all’insegna della buona musica con un repertorio che spazierà tra i vari generi. Numerose le novità in programma che si affiancheranno al noto repertorio sul quale la banda montemaggiorese ha storicamente costruito i successi che ha raccolto in giro.

 

“La passione per la musica che ha spinto negli anni moltissimi giovani a intraprendere lo studio di uno strumento ha un radicamento fortissimo nella nostra storia cittadina. Bisogna ricordare infatti che le bande di paese, costituiscono l’humus in cui sono sorti molti talenti musicali. La nostra associazione costituisce qui a Montemaggiore un punto di riferimento imprescindibile per gli appassionati del settore”.

 

Queste le parole del maestro che ormai da 30 anni dirige l’orchestra fiati. Una carriera, quella di Nunzio Ortolano che comincia da giovanissimo, quando iniziò gli studi con suo padre, membro di spicco e sassofonista dell’allora banda ‘Vincenzo Bellini’.

Abbiamo seguito in questi giorni il maestro dei maestri, come è stato definito in un articolo apparso sulla ‘Sentinella del Canavese’ in occasione della master class e del concerto ad Albiano Di Ivrea, nel maggio scorso, a Palermo, dove è stato ospite della XXXI edizione del festival del Teatro Fita (federazione italiana teatro amatoriale). Due gli interventi musicali messi a punto per l’occasione: uno sabato 8 settembre al ‘Real Teatro Santa Cecilia’ e uno domenica 9, presso la sala gialla del ‘Teatro Politeama’. In entrambi è stato presente con un trio composto, oltre che da lui al pianoforte, dalla flautista Maria Nancy Mazzeo e dal violoncellista Gaetano Ortolano, anch’essi di Montemaggiore. I tre, la cui presenza è stata fortemente voluta dal presidente nazionale della Fita, l’Avv. Carmelo Pace, hanno regalato emozioni fortissime ai partecipanti all’evento eseguendo dei brani firmati da Ortolano stesso. Hanno suonato infatti: Giugno 17, brano dove il flauto è protagonista indiscusso, Manola, un tango argentino dalle vibrazioni incalzanti, Scirocco, che nei suoi colori e sussurri contiene la Sicilia e Onde, per violoncello solista ispirato alle onde del mediterraneo con le loro storie e contraddizioni.

Il teatro Politeama è stato aperto al pubblico per l’occasione e, sotto la regia di Daniele Franci, un percorso a tappe ha portato i visitatori per le sale del teatro, dove sono stati allestiti diversi spettacoli in cui danza, musica e parole hanno interagito in un tripudio di coreografie e rappresentazioni. Oltre al trio musicale, nella sala gialla, è stata presente una giovane attrice, Silvia D’Anna, che ha recitato dei brani ispirati alle melodie eseguite. Momenti di estasi, di godimento intellettuale e di grandi emozioni tra gli spettatori, che hanno prolungato le performance con diversi minuti di applausi. Proprio alla fine della manifestazione abbiamo chiesto al maestro Ortolano cosa lo spinga, dopo una carriera costellata di grandi successi e nonostante i numerosi impegni, a mantenere la direzione di una piccola orchestra fiati come quella di Montemaggiore.

“Beh, io sinceramente non credo che sia poi così piccola. Nei numeri forse, ma non nell’impegno e nell’amore che i suoi componenti nutrono nei confronti della musica. L’amore incondizionato, la totale dedizione e lo spirito di abnegazione di questi musicisti non sono per nulla piccoli. La storia di questa associazione, poi, è una pietra miliare nella storia di Montemaggiore e sono certo che continuerà a segnare il percorso di molti giovani”.

La cultura delle bande, così viva in Italia e specialmente in Sicilia, e Tradizioni come quella di Montemaggiore non sono per nulla scontate in tempi di liquidità dove tutto è mobile e nulla sembra avere un’ancora. Ci auguriamo pertanto che queste fucine di talenti e buona musica permangano e crescano sotto la guida di grandi maestri come Nunzio e trovino sempre il giusto spazio e l’attenzione che meritano.

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