Sant’Anna arriva a Termini Imerese – di Nando Cimino
Proveniente da Ciminna e diretta a Castelbuono nel 1615 arriva a Termini Imerese la Sacra Reliquia di Sant'Anna
Proveniente da Ciminna e diretta a Castelbuono nel 1615 arriva a Termini Imerese la Sacra Reliquia di Sant’Anna; reliquia che sin dal 1454 si trovava proprio a Castelbuono da dove però era stata rubata nel 1605.
A trafugarla era stato un monaco “dissidente” poi trasferitosi a Messina dove, in punto di morte, ne indicò se pur non chiaramente il nascondiglio. Il ritrovamento infatti avvenne casualmente a Palermo e da li, dopo varie e rocambolesche vicende, nel 1615 ebbe inizio il viaggio di ritorno che avrebbe riportato la reliquia nel grazioso borgo madonita. Molti ambasciatori delle città attraversate si presero cura affinché al suo passaggio gli venissero riservati i dovuti onori. Ma Termini Imerese si distinse in maniera particolare; infatti nella nostra città la preziosa reliquia rimase ben sette giorni durante i quali si organizzò un vero e proprio festino con solenni funzioni religiose ma anche con giornalieri spari di colpi a cannone, musica e mortaretti.
Del tutto naturale quindi, vista la grande devozione, che a Termini Imerese ci fosse anche una chiesa in cui la Santa veniva venerata. Ma pochi probabilmente sanno che questa chiesa che si trova in via Felice Cavallotti, nella parte bassa della città, era anticamente da tanti popolarmente conosciuta anche come “a chesa di fimmini preni” ovvero delle donne incinte. Infatti, fin negli anni sessanta del secolo scorso, quando era ancora in piena attività, veniva frequentata proprio da tante partorienti. Per chi sa di cose religiose il motivo riuscirà subito semplice; infatti Sant’Anna, madre di Maria, era invocata anche e soprattutto a protezione di coloro che si apprestavano a dare alla luce un bambino e quindi ne chiedevano intercessione affinché il parto fosse facile e veloce.
In tante vi si recavano accompagnate dalle mamme e si inginocchiavano davanti alla sacra immagine per pregare e far promesse; la loro presenza era molto più numerosa quando ogni anno il 26 luglio, festa della Santa, vi si celebravano solenni messe. Si racconta che una volta una giovane ragazza figlia di pescatori, che era arrivata agli ultimi giorni di gestazione, mentre si stava inginocchiando per pregare davanti a Sant’Anna, fu improvvisamente colta dalle doglie del parto. Immediato e precipitoso il rientro a casa, per fortuna vicina, dove la donna in pochi minuti diede alla luce una magnifica bimba. Inutile dire che alla neonata, oltre al nome della nonna che nel passato era praticamente un obbligo, in segno di gratitudine venne aggiunto anche il nome di Anna. E proprio a ricordo di quel tempo voglio riportarvi una antica invocazione siciliana che veniva rivolta dalle partorienti proprio a Sant’Anna:
“Matri Sant’Anna,
ca di Gesù fùsti la nanna,
nanna fusti di Gesù,
Matri Sant’Anna, aiutami Tu.
Santa Matri di Maria
iò m’affiru sulu a tia
mettici boni li to manu
e fallu nasciri lestu e sanu”





