RubricaTermini Imerese

Termini Imerese: Chi era Francesco Aguglia? – di Nando Cimino

Egli ebbe a nascere a Napoli il 9 Gennaio del 1852 e morì a Roma il 14 Aprile del 1921

Onorevole Francesco Aguglia

Dopo avere ieri pubblicato un post in cui ripercorrevo un tratto di storia della nostra città, sconosciuta ai più; sono stato “invitato” attraverso commenti e messaggi a meglio descrivere la figura, evidentemente poco conosciuta, del personaggio Francesco Aguglia a cui la città aveva intitolato la villa. Il profilo dell’On.le Aguglia viene ben tracciato in un libro edito da Gasm in cui l’autore Enzo Giunta, tratta di tanti personaggi illustri di Termini.

In realtà, come avevo detto nel mio precedente post, non ho riportato l’Aguglia come nostro concittadino in quanto, se pur di padre termitano, egli ebbe a nascere a Napoli il 9 Gennaio del 1852 e morì a Roma il 14 Aprile del 1921. Peraltro, da quel che è dato sapere, egli pure con poca assiduità ebbe a frequentare Termini Imerese; eccezion fatta da quando nel 1904 venne eletto Senatore del Regno nello schieramento del gruppo sinistra costituzionale. In quel caso egli si dimostrò comunque particolarmente attivo; a lui si devono infatti la costruzione della diga foranea del porto, immaginato a vocazione commerciale e peschereccia, e così pure la costruzione del nuovo carcere dei Cavallacci e dell’acquedotto alla sorgente di Brucato. Ma per meglio farvene conoscere il profilo politico vi riporto testualmente quanto scritto tra gli Atti Parlamentari in occasione della sua commemorazione da parte del Vicepresidente del Senato Fabrizio Colonna:

“Onorevoli colleghi! Dolorosissime perdite hanno colpito il Senato durante questo periodo di chiusura dei lavori. Il 14 Aprile decorso spegnevasi in Roma il Senatore Francesco Aguglia che fino alle ultime sedute vedemmo assiduo ai nostri lavori. Nato a Napoli il 9 Gennaio 1852, giovanissimo, si addottorò in giurisprudenza e delle scienze giuridiche fu invero valoroso cultore. Avviatosi brillantemente nella carriera della magistratura fu pretore e poi giudice di Tribunale, ma più tardi preferì la libera professione, nella quale le sue efficaci doti oratorie e la vasta e profonda dottrina giuridica gli fecero presto acquistare grande fama. Prese parte attiva alla vita pubblica. Il mandamento di Frascati lo inviò per due volte suo rappresentante al Consiglio provinciale di Roma. Deputato dalla XVIII legislatura fu alla Camera fino alla XXIV, membro fra i più autorevoli, relatore di importanti disegni di legge e specie di moltissimi bilanci. Prese parte alle più importanti commissioni parlamentari dove svolse opera proficua, soprattutto nella Commissione per il nuovo codice di procedura penale. Nel 1898 chiamato a far parte della Giunta generale del bilancio ne fu, dopo poco, eletto vicepresidente e nel 1915 presidente, ufficio che mantenne con la più alta dignità. Nominato senatore il 6 ottobre 1919 partecipò ai nostri lavori con quell’assiduità che gli permetteva la sua salute scossa ed anche in Senato, nel breve tempo di sua permanenza, si era acquistato vive simpatie. Spirito arguto, mente lucida e di larghe vedute, era ancor più caro per la grande modestia e bontà di animo che ci rendono più dolorosa la perdita. Alla memoria di lui il Senato invia un mesto e reverente saluto, alla famiglia le più vive condoglianze”.

Ma al di là delle parole rituali post mortem, c’è altro sull’Onorevole Aguglia che riguarda invece la sua attività di avvocato; e faccio particolare riferimento alla presenza nelle vesti di difensore nel processo contro Don Raffaele Palizzolo. Il Palizzolo, Consigliere Comunale di Palermo, Deputato per ben quattro legislature e potente uomo d’affari, era ritenuto vicino ad ambienti mafiosi; ed era stato accusato di essere il mandante dell’omicidio dell’On.le Notarbartolo avvenuto il 1º febbraio 1893, nel percorso in treno tra Termini Imerese e Trabia. Il prefetto di Palermo Malusardi lo accusava di essere manutengolo di briganti che si erano uniti in cosche nelle borgate di Palermo ma anche nei vicini centri di Monreale, Misilmeri e Bagheria. A sua volta Gaetano Mosca, intellettuale e pensatore, in merito ai successi elettorali e personali del Palizzolo così invece scriveva:

“….Era popolarissimo……La sua casa era indistintamente aperta ai galantuomini e ai bricconi. Egli accoglieva tutti, prometteva a tutti, stringeva a tutti la mano, chiacchierava infaticabilmente con tutti; a tutti leggeva i suoi versi, narrava i successi oratori riportati alla Camera e, con abili allusioni, faceva capire quante e quali aderenze potentissime avesse…”.

Quello contro il Palizzolo fu un processo lungo e complesso iniziato a Bologna, poi passato da Roma ed infine concluso a Firenze nel 1904 con la formula della assoluzione per insufficienza di prove. Ed è proprio a Roma che vediamo impegnato l’On.le Francesco Aguglia come componente del collegio difensivo che era così composto: Avv.ti Pietro Rosano, Francesco Faranda, Aristide Venturini, Francesco Aguglia, Alfonso Mirenghi, Orazio Sechi, Gennaro Escobeo estensore. E di questo processo che ribaltava la sentenza di Bologna in cui il Palizzolo, ritenuto colpevole, era stato condannato, vi riporto la nota finale della memoria in difesa relativa alla udienza del 26 gennaio 1903 che così concludeva:

“Eccellenze della Corte, esaurito il lungo cammino, che abbiamo dovuto percorrere non aggiungeremo più alcuna parola, come sintesi e coronamento della nostra difesa. Questo solo diremo che la Corte Ecc.ma, cassando il verdetto emesso a carico del Palizzolo dai giurati di Bologna, non solo farà omaggio a principii più inconcussi di diritto e ristabilirà l’impero della legge inosservata e violata, ma farà opera alta e santa di moralità e di giustizia riparatrice”.

L’impegno dell’On.le Aguglia in questo processo a quanto pare non da tutti venne letto solo come una presenza professionale fine a se stessa; ma i ricordi tramandati a voce dai nostri antenati, raccontano pure di dicerie, forse messe in giro artatamente, e legate alla sua successiva elezione nel Collegio di Termini del 6 novembre 1904. Nello stesso collegio il senatore si sarebbe poi ricandidato e rieletto sia nel 1909 e nel 1913. Quest’ultima sua elezione fu oggetto di contestazione e finì al vaglio della Giunta del Senato che comunque, così come riporta la Gazzetta Ufficiale n°111, la convalidò.

Io non conosco le vicende politiche e professionali dell’On.le Aguglia e quindi non mi avventuro in alcuna considerazione; riporto in conclusione quanto scritto qualche anno fa in un articolo di stampa a firma Biagio Napoli pubblicato sul giornale on-line Bagheria-News in cui l’autore, trattando proprio dell’omicidio Notarbartolo ed annotando dell’arresto del Palizzolo, definito un intoccabile, così scrive:

“….La notizia del rinvio della causa ad altra Corte d’Assise verrà data a Raffaele Palizzolo nel carcere di Regina Coeli dall’Avvocato Francesco Aguglia che sarà uno dei suoi difensori nel nuovo processo. Penalista di grido e già deputato, dalla XXII alla XXIV legislatura ( 1904-1919 ) l’Aguglia, pur non essendo bagherese (e neppure siciliano), sarà eletto nel collegio di Termini Imerese con i voti di Bagheria sconfiggendo il massone Giuseppe Scialabba, suo storico competitore….”. Ai “post” l’ardua sentenza!

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