Termini Imerese: Arriva il Cinema, 5ª puntata – di Nando Cimino
Fra gli anni trenta e quaranta vengono realizzati, nella parte bassa della città, l'Arena Grasso e il Cinema Imera

Evidentemente l’esperimento del cinema all’aperto aveva riscontrato il favore dei termitani e così, fra gli anni trenta e quaranta, i fratelli Grasso pensano bene di realizzare nella parte bassa della città addirittura una vera e propria arena cinematografica di tipo stabile; arena che prenderà il loro stesso nome e si chiamerà proprio Grasso.
Lo spazio occupato era a pochi passi dal mare e pure a poche centinaia di metri dal Grand Hotel; di fronte inoltre, anche la villa della marina con un bel chiosco e la fontana dove, proprio nelle calde sere d’estate, c’era molto movimento e la banda musicale vi teneva spesso i suoi apprezzati concertini. Pure in quegli anni apre i battenti anche un’altra sala cinematografica; siamo sempre nella parte bassa della città e precisamente in Via delle Macine a pochi passi dalla via Stesicoro. Il locale prenderà il nome da una vicina officina, ovvero il Garage Imera, ed infatti verrà chiamato proprio Cinema Imera.
Sicuramente più spartano rispetto al Cinema Eden era anche conosciuto come “u maiasenu” e veniva essenzialmente frequentato da pescatori. C’è pur da dire che i due locali, nel corso della loro storia e con il passare degli anni, si ritrovarono ad essere condotti da un’unica gestione; e successe pure che i due cinema, evidentemente per contenere i costi, mettessero in cartellone un film identico nello stesso giorno. Ma come era possibile vi chiederete se la pellicola era solo una!? – Ebbene uno dei due locali, in genere l’Eden, programmava l’inizio dello spettacolo in anticipo rispetto all’altro; in maniera tale che finito il primo tempo la bobina, dopo essere stata riavvolta, poteva essere velocemente trasferita nell’altro cinema e viceversa.
Per tanti anni si occupò di questa incombenza un volenteroso giovane di nome Natale che per poche lire faceva la spola fra le due sale portando su e giù le pellicole. Non poche volte successe che la pellicola tardasse ad arrivare e così l’intervallo si allungava tra il disappunto del pubblico che incominciava a fischiare e protestare rumorosamente battendo anche sui sedili di legno fin quando si spegnevano le luci e la proiezione riprendeva. Oggi ambedue i locali sono chiusi ed adibiti ad altri usi. (segue)





