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Termini Imerese: Esonda il Torrente Barratina, danni e proteste – di Nando Cimino

L'evento più grave che si ricordi, almeno per quanto riguarda l'ultimo secolo, fu quello che ebbe a verificarsi nel mese di Ottobre del 1963

Nella foto condivisa da Fabio Chiaramonte l’alveo del Torrente Barratina nei pressi di Porta Messina nei primi anni del 900

E’ accaduto proprio in questi giorni e tutti abbiamo potuto toccare con mano come la forza della natura sia pericolosa ed inarrestabile. Ma il Torrente Barratina purtroppo non è nuovo a tali fenomeni anche se per fortuna non accadono spesso. In realtà l’evento più grave che si ricordi, almeno per quanto riguarda l’ultimo secolo, fu quello che ebbe a verificarsi nel mese di Ottobre del 1963, credo giorno 14 ma non ne sono certo.

L’esondazione del Barratina, che a giudicare dalle cronache di allora fu ancora più pericolosa di quella avvenuta l’altro ieri 16 Novembre, mise letteralmente in ginocchio la parte bassa della nostra città arrecando danni incalcolabili alle tante attività commerciali e pure alle abitazioni; ed allagando anche il primo tratto del Corso Umberto e Margherita. Da quel che qualcuno ricorda infatti le piogge, fortissime ed incessanti, cadute a monte della città, fecero esondare il torrente all’altezza del ponte vicino al monumento ai caduti; e le acque invasero anche Piazza Crispi defluendo poi per via Porta Caricato e via Porta Artese e danneggiando anche diversi edifici in via Salemi Oddo. A tale proposito sono andato a scovare per voi l’interrogazione urgente fatta sul tema il 17 Ottobre del 1963 dall’Onorevole Pino Seminara, durante una seduta della Assemblea Regionale Siciliana, con la quale si chiedevano interventi immediati e decisivi. Ma eccone il testo:

“All’Assessore ai Lavori Pubblici per conoscere quale provvedimenti intende adottare, con assoluta urgenza, onde ovviare’ ai soliti gravi danni apportati quasi annualmente dal torrente Barratina nella città di Termini Imerese ogni qualvolta le prime piogge si abbattono nel territorio di Termini Imerese. Il ponte della Barratina, vecchio ed angusto che si apre sotto la strada statale 113 e che dovrebbe tranquillamente convogliare le acque al mare, è diventato da tempo insufficiente per convogliare il flusso delle acque ragion per cui si impongono nuove opere onde evitare, come si è verificato l’altra sera, gravissimi danni a molte industrie della nostra città ed a molte abitazioni le quali sono state letteralmente invase dalle acque limacciose del suddetto torrente. Si chiede, pertanto, l’intervento immediato dell’Assessore ai lavori pubblici onde eliminare la situazione che minaccia sempre più di degenerare risvegliando in tal senso la civica amministrazione la quale con la sua inettitudine ha ridotto la città di Termini tra le più abbandonate e trascurate dell’isola”.

L’Onorevole Seminara in buona sostanza, oltre che segnalare quanto accaduto, puntava il dito anche contro gli Amministratori Comunali che, a suo dire, avevano portato la città in uno stato di totale abbandono. A seguito di quel fatto venne organizzata anche una protesta popolare e in uno degli edifici prospiciente il torrente venne segnato con vernice bianca il livello raggiunto dalle acque ed una scritta che diceva: “…Le acque del torrente hanno raggiunto questo livello; chi ha provveduto?”.

Non si fece nulla, e accadde quindi successivamente pure negli anni ottanta; così come era pure accaduto in tempi ben più lontani, ovvero il 12 Agosto del 1910 quando alcuni alloggiati della vicina locanda “Aurora” dovettero rifugiarsi sul tetto per sfuggire all’impeto delle acque che avevano invaso l’edificio. Già allora si parlava di cambiamenti climatici e di fenomeni estremi e pure allora si ebbe a protestare contro gli Amministratori. “Repetita iuvant”?

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