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Termini Imerese: La Madonna Sconosciuta – di Nando Cimino

E' lecito pensare che già nel seicento, ovvero quando l'Immacolata era stata proclamata patrona principale della città, a Termini Imerese si svolgessero in suo onore feste con pellegrinaggi

Pochi pensò conoscano il Simulacro ritratto in questa foto e che ho richiesto giorni fa all’amico Emanuele Caruana ex presidente della Confraternita della Immacolata della Madrice, che si è premurato ad inviarmela.

La statua che vedete è in legno e risale al diciassettesimo secolo; e si trova attualmente nel nostro museo del Duomo. Essa ci testimonia del fatto che anche anteriormente al 1799 anno in cui venne realizzato l’attuale Simulacro, nella nostra Chiesa Madre esisteva già una immagine da Processione della Immacolata. Immagine che con molta probabilità, e di ciò ne è convinto anche Don Francesco Anfuso, fin dalla seconda metà del seicento veniva utilizzata proprio per i pellegrinaggi esterni. In tal senso val la pena sapere che a Palermo già nel 1323 la Concezione di Maria era festa di precetto e che ancora nel 1439 l’Arcivescovo della stessa città Niccolò Tedeschi era stato tra i più convinti assertori della sua immunità dal peccato originale; e di conseguenza ne incoraggiava il culto e le feste nella intera diocesi.

E’ quindi lecito pensare che già nel seicento, ovvero quando l’Immacolata era stata proclamata patrona principale della città, a Termini Imerese si svolgessero in suo onore feste con pellegrinaggi. Ad ogni buon conto nel corso dei secoli gli amministratori della nostra città hanno sempre avuto una particolare attenzione nei confronti della ricorrenza della Immacolata e soprattutto proprio per quella del Duomo. Ne è ulteriore testimonianza una delibera di Giunta Comunale del giorno 1 Dicembre 1923 con la quale si ordinava quanto segue: “…si sospende la chiusura domenicale nei giorni 2, 9 e 16 dicembre di tutti i negozi di cera onde dar modo a tutti i fedeli che assistono al novenario nella Maggior Chiesa e che prenderanno parte a tutte le funzioni che si svolgeranno di seguito, di provvedersi di torce e candele votive”.

Questo ci da conferma del fatto che 100 e più anni fa a Termini esistevano molte botteghe per la vendita di cera e che il loro smercio aumentava a dismisura proprio durante il Novenario della Immacolata del Duomo. E’ questo un chiaro segno di quanto grande dovesse essere il trasporto con cui i termitani partecipavano a questa festa, riconoscendosi nella Immacolata Concezione di Maria e perpetuandone il Dogma attraverso le molteplici esternazioni di religiosità popolare.

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