Termini Im. – ReligioneTermini Imerese

Termini Imerese: La Processione del Venerdì Santo

Un rito perpetuato nel tempo grazie alla confraternita di Maria SS. Addolorata e del Cristo Morto della Soledad

Termini Imerese – Processione del Cristo Morto e l’Addolorata – © Ph Salvatore Calderaro

È uno degli appuntamenti più attesi della Settimana Santa Termitana, ed anche quest’anno la partecipazione della gente è stata innumerevole.

Il Rito, perpetuato nel tempo grazie alla Confraternita di Maria SS. Addolorata e del Cristo Morto della Soledad, si ripete ogni anno il giorno del Venerdì Santo. Questa caratteristica e pietosa Processione riesce a suscitare nell’animo di ogni partecipante commozione e senso di tristezza nel vedere i due Simulacri portati a spalla, in un mesto e contrito spirito di sacrificio e devozione dai membri della confraternita di Maria SS. Addolorata e del Cristo Morto della Soledad, mentre sfilano per le vie della città.

Termini Imerese – Processione del Cristo Morto e l’Addolorata – © Ph Salvatore Calderaro

La processione parte dal Duomo al termine della cerimonia religiosa del Venerdì Santo e, dopo aver attraversato le principali vie della città alta, si conclude nella chiesa di San  Giuseppe, dove i due Simulacri vengono custoditi durante l’anno. Proprio in questa Chiesa verso il 1776 fu fatta costruire una cappella da Giovanni Fina il quale fece scolpire poi la bellissima Immagine dell’Addolorata, all’origine chiamata Madonna Dei Sette Dolori.

Termini Imerese – Processione del Cristo Morto e l’Addolorata – © Ph Salvatore Calderaro

Nello stesso periodo venne commissionato anche il magnifico Cristo in cartapesta snodabile che precede l’Addolorata durante la Processione del Venerdì Santo. Dal 1820 la Chiesa di San Giuseppe e sede della suddetta Congregazione di Maria SS. Addolorata e del Cristo Morto della Soledad, che traeva origine dalla presenza degli spagnoli in città: Il simulacro dell’Addolorata che segue il Cristo morto durante la processione veniva chiamata: Nuestra Senora de la Solidat, ovvero della solitudine. Questo rito sacro si inserisce appunto nella tradizione spagnola delle celebrazioni della Settimana Santa, vive ad oggi in molte città della Sicilia ed è presente anche a Palermo, dove esiste una confraternita simile.

I Confratelli di tale Congregazione in passato provenivano dalle famiglie più facoltose ed influenti della città. I membri ancora oggi, sfilano in processione indossando un vestito nero con una corona di spine sul capo e al collo un cordone.

Si ringrazia per la gentile concessione delle foto Salvatore Calderaro.

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