Termini Imerese: A vistuta du Signuri Mortu – di Nando Cimino
La Processione, come ancora oggi, usciva dalla Chiesa di San Giuseppe. Principale punto di riferimento era in quegli anni la Famiglia Benincasa
Anticamente a Termini Imerese, la Processione del Venerdì Santo si svolgeva solamente nella parte bassa della città; ed i due simulacri, sorretti a spalla, uscivano dalla Chiesa di San Giuseppe. Principale punto di riferimento era in quegli anni la Famiglia Benincasa; della quale in tanti ricordano con piacere Don Sinibaldo.
Da quel che si racconta infatti, i Benincasa erano da lungo tempo proprietari dell’urna del Cristo Morto e di vesti ed ornamenti con cui venivano annualmente coperti i due simulacri; giusto in occasione della Processione. La vestizione, che mi dicono avveniva a porte chiuse, costituiva uno dei momenti più significativi ed emozionanti.
Da quel che mi è stato narrato, ad occuparsene erano proprio le donne della stessa Famiglia Benicancasa e poche altre; che si riunivano nella chiesa, dopo che gli uomini avevano provveduto a scendere dalla Croce l’immagine del Cristo e ad adagiarla su di un improvvisato “cataletto”. Le donne erano suddivise in due gruppetti; c’era infatti chi si dedicava al pio atto della vestizione e chi invece, seduta innanzi ai simulacri, intonava preghiere e litanie anche in lingua siciliana. E proprio a tale riguardo voglio proporvi alcuni versetti che mi furono tempo fa riportati e che probabilmente facevano parte dei cosiddetti “Misteri Dolorosi”:





