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Malaga: Fiato sospeso per Julen, un Bimbo di 2 anni caduto in un pozzo

Drammatica e disperata la situazione di Julen, il bimbo di due anni caduto e bloccato da quattro giorni all'interno di un pozzo di 23 centimetri di diametro e 110 metri di profondità

MALAGA – La Spagna è in ansia per le sorti di Julen, il bambino di due anni precipitato domenica 13 gennaio in un pozzo a Totalan, vicino a Malaga. Il delegato del governo in Andalusia Alfonso Rodriguez Gomez de Celis ha fatto sapere che una profondità di 80 metri è stata raggiunta dal robot-sonda con le telecamere che cerca di individuare il piccolo.

Sono ore concitate queste per la famiglia di Julen. Al momento non è chiara la dinamica dell’incidente: secondo quanto riferito da fonti spagnole il pozzo era stato chiuso qualche mese fa con un masso, sembra infatti che nonostante i proprietari avessero scavato in profondità non erano riusciti ad ottenere un maggior quantitativo di acqua. Domenica però il masso che ne copriva l’accesso al pozzo era stato rimosso e posto in prossimità di una condotta. Un duro colpo per questa famiglia spagnola che qualche anno fa ha perso un figlio di appena 3 anni a causa di un malore.

La struttura è profonda 110 metri e larga solamente 23 centimentri, il che non permette ad una persona adulta di essere calato all’interno per tirarlo fuori. Per ovviare all’impossibilità di salvare il bambino calandosi dalla sommità del pozzo, i soccorritori e alcuni volontari (tra cui i genitori del bambino) hanno scavato un tunnel in orizzontale per tentare di entrare nel pozzo dall’altezza in cui si trova il piccolo, questa opzione però è risultata essere impercorribile a causa dell’elevata instabilità del terreno. Per questo motivo, si sta pensando ad un’alternativa, quella di tentare di salvare il piccolo attraverso un nuovo tunnel verticale.

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Le squadre di soccorso hanno raccolto dei “resti biologici” nel pozzo di oltre 100 metri di profondità di Totalán (Malaga), in cui si cerca il piccolo Julen da ormai quattro giorni. Sono dei capelli. Si ritiene che “siano di Julen“. Saranno analizzati in laboratorio per confermare che appartengono al bambino, come fatto sapere della Guardia Civile. Proseguono intanto a gran velocità le complicate operazioni per far uscire il bimbo. I soccorritori continuano a lavorare ininterrottamente per cercare di collegarsi in meno di 48 ore con il pozzo e raggiungere cosi il piccolino.

Non perde le speranze il padre di Julien, José che ha rilasciato una drammatica testimonianza ai media spagnoli: “Ho sentito mio figlio che piangeva e dopo 30 secondi non l’ho sentito più“, ha detto. Mio figlio è qui, che nessuno lo metta in dubbio. Vorrei non fosse dentro quel pozzo. Vorrei essere io sepolto lì sotto e che lui fosse qui”. Parole che straziano il cuore. José ripercorre con la mente quegli attimi prima della tragedia. “Stavamo preparando una paella, stavo gettando legna sul fuoco e mia moglie ha preso il telefono per farci sapere che non andava a lavorare. Sono andato a raccogliere i tronchi e il bimbo ha cominciato a correre, mia cugina, che si trovava più vicino, arrivò e cominciò a gridare ‘il bambino, il bambino!‘. Vide Julen cadere dal buco, le braccia alzate. Io arrivai poco dopo. Gli ho potuto solo dire: ‘Stai calmo, papà è qui e il fratellino ci aiuterà’.

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Appare di ora in ora più complicata l’operazione per cercare di riportare in superficie il piccolo Julen. La Spagna è incollata a smartphone e televisioni e segue ogni dettaglio dell’operazione, una corsa contro il tempo: da quando il bimbo è caduto nel pozzo, largo appena 23 centimetri, un centinaio di soccorritori, appoggiati da ingegneri e tecnici specializzati nel salvataggio da miniere e caverne, lavorano senza sosta. Non si sa se il piccolo sia ancora in vita, tutto il Paese spera nel miracolo e il governo fa il possibile per offrire mezzi e sostegno.

Secondo gli speleologi, c’è la possibilità che Julen sia ancora vivo: “La conformazione delle rocce sotterranee fa sì che l’aria circoli anche in profondità, quindi il bimbo potrebbe respirare senza problemi, saranno fondamentali le prossime 48 ore”.

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