Sant’agata a Palermo e Termini Imerese – di Nando Cimino
Non tutti sanno che Sant'Agata è anche Patrona di Palermo; ed anzi lo fu ancor prima di Santa Rosalia
Catania si appresta a festeggiare la Patrona Sant’Agata. E’ la festa d’Agosto con la quale si intende ricordare proprio quel mese del 1126 quando le sue Spoglie, riportate da Costantinopoli dai due soldati Gisliberto e Goselmo, giunsero nella città etnea.
Ma forse non tutti sanno che Sant’Agata è anche patrona di Palermo; ed anzi lo fu ancor prima di Santa Rosalia. Da quel che si narra infatti la Santa abitò per lungo tempo proprio a Palermo dove, leggenda vuole, lasciò impressa pure l’orma di un suo piede nelle vicinanze di una delle porte della città; che, a ricordo di ciò, prese poi il nome di Porta Sant’Agata. La devozione dei palermitani nei confronti della Santa è rappresentata pure attraverso una bella statua in una delle nicchie ai “Quatto Canti” e da alcune chiese a lei intitolate.
Si ricordano infatti quelle di Sant’Agata alla Guilla nel quartiere Capo, poi di Sant’Agatuzza delle ricamatrici all’Albergheria, la chiesa di Sant’Agata alle Mura, ed in ultimo quella di Sant’Agata la Pedata in via del Vespro; l’unica ancora aperta al culto. C’è ancora chi sostiene, ma ciò è poco probabile, che Sant’Agata sia nata proprio a Palermo; rilevandolo attraverso un dipinto su un antico e maestoso fercolo nel quale è raffigurato il Genio di Palermo che battezza la Santa Martire. Ancora a Palermo, ed ho avuto occasione di ammirarla, si conserva pure una eccezionale Reliquia della Santa, ovvero parti di ossa del braccio, che sono custodite all’interno di una teca argentea che ne riporta la forma e che si trova esposta negli spazi museali della Cattedrale.
Ma Sant’Agata era fortemente venerata anche in altre parti della provincia palermitana ed in particolar modo a Termini Imerese dove in suo onore era stata eretta anche una chiesa. La chiesa, ormai ridotta ad un magazzino ed in mano a privati, è quella che si trovava in via Felice Cavallotti e che in seguito era stata pure dedicata a San Calogero. E dopo quel “trasferimento”, in onore della martire ne era stata comunque aperta un’altra, e stavolta nei pressi di via Roma in una stradina che ancora oggi si chiama proprio Via Sant’Agata.
Alcune ricerche storiche prodotte da Daniele Marsala e ancora da approfondire, ci documentano pure del fatto che nella nostra città esistesse anche una congregazione intitolata a Sant’Agata e che verosimilmente anche a Termini, in onore della Santa Martire, si svolgessero feste e processioni. Altre prove che la nostra città fosse particolarmente devota a Sant’Agata, le rileviamo anche attraverso due dipinti. Uno di questi si trova nella Chiesa di Sant’Antoninello, mentre nel nostro Museo Civico si conserva pure un magnifica pala seicentesca di Vincenzo La Barbera, che raffigura la Santa nel momento del martirio ovvero durante il taglio delle mammelle.





