Sant’Anna a Castelbuono – di Nando Cimino
La Processione, oltre al Busto argenteo della Santa che al suo interno ne conserva il Sacro Teschio, vede presenti anche l'immagine della Madonna del Rosario e pure le Reliquie del Beato Guglielmo Gnoffi che della città è Compatrono
Ricorreva ieri la Festa di Sant’Anna; e Castelbuono, delizioso borgo delle Madonie di cui la Santa è Patrona, oggi 27 Luglio e come ogni anno, avrebbe dovuto rendergli omaggio con la Solenne e composta Processione che muove dal castello ed alla quale oltre alle autorità civili, religiose e militari, partecipano ben 18 congregazioni.
La processione, oltre al Busto argenteo della Santa che al suo interno ne conserva il Sacro Teschio, vede presenti anche l’immagine della Madonna del Rosario e pure le Reliquie del Beato Guglielmo Gnoffi che della città è Compatrono. Questo purtroppo, e per il secondo anno consecutivo, non avverrà per i motivi che tutti sappiamo; ma io voglio parlarvi ugualmente di questa bella festa proponendovene però, attraverso la foto che vedete, un aspetto diverso e particolare.
L’immagine che io stesso ho scattato proprio in questi giorni, raffigura un bellissimo gruppo statuario settecentesco che ritrae proprio Sant’Anna insieme a San Gioacchino ed alla Madonna Bambina. E’ una rappresentazione particolarmente suggestiva con i simulacri riccamente vestiti di pregiate e variopinte stoffe e che potete ammirare nella Chiesa della SS. Trinità che per l’occasione rimane aperta. E’ l’esempio concreto di quella tradizione detta dei “Santi vistuti” che in Sicilia ha radici antichissime ed è presente in tanti paesi piccoli e grandi. Usanza che la demo antropologa Elisabetta Silvestrini così descrive in una sua pubblicazione:
“….Con il termine “simulacri da vestire” si indicano quelle effigi tridimensionali la cui fabbricazione prevede una successiva vestizione con abiti in tessuto, così che svestite, tali effigi appaiono del tutto simili a manichini. Questa produzione di statuaria da vestire non è altro che la prosecuzione di usi e riti già conosciuti nel mondo classico, poi stabilizzati nel Cattolicesimo a partire dall’età medievale, e che hanno conosciuto la loro massima espansione nel secolo XVIII°, almeno in Italia; la progressiva decadenza si è verificata successivamente, nel corso dell’Ottocento, anche se le vestizioni dei simulacri ed il culto loro tributato sono ancora oggi, in alcuni casi ed in alcune specifiche situazioni, vivi ed operanti….”.
L’invito che faccio a voi è quindi quello di recarvi a Castelbuono per ammirare da vicino ciò di cui vi ho parlato, e magari di farlo proprio oggi; visto che comunque stasera, a chiusura della festa, avranno ugualmente luogo gli spettacolari fuochi d’artificio che illumineranno il borgo.






