Termini Imerese: A Cappella ra Maronna ‘mpinnuta – di Nando Cimino
Ai tanti che si trovavano a passare da quelle parti la cappella dava proprio l'impressione di essere appesa al muro
Questa che vedete nella immagine è la cappella dedicata alla Madonna della Vittoria che si trova addossata alle mura della antica Porta di Girgenti meglio conosciuta come Porta di Caccamo. Ebbene pare che per qualche tempo questa cappella venne dai nostri antenati identificata come “a cappella ‘mpinnuta” ovvero appesa.
Ma perché vi chiederete? Eccovene la storia. Penso tanti di voi sappiano che Termini Imerese è una città sbancata; e che tra il settecento e l’ottocento, per rendere più agevole la viabilità, il livello di alcune sue strade venne significativamente abbassato. Ne fecero le spese alcuni edifici preesistenti e tra questi la Chiesa di San Marco e l’attiguo monastero oggi sede della Biblioteca Liciniana, per accedere ai quali fu necessario costruire al loro esterno delle scalinate. Identica fine fece proprio questa cappella che diventò quasi inaccessibile, se non con una scala, proprio a causa dell’abbassamento della strada che ne aveva portato la base a circa due metri dal suolo. Ecco quindi che ai tanti che si trovavano a passare da quelle parti la cappella dava proprio l’impressione di essere appesa al muro, da cui subito l’appellativo di “cappella ‘mpinnuta”.
Di questa situazione comunque se ne lamentarono non pochi devoti che in tal senso scrissero anche una lettera al sindaco; lettera che fu portata in Consiglio Comunale il quale, dopo averla esaminata, così mise a verbale:
“…Succede all’ordine del giorno la dimanda di alcune devote persone le quali chiedono che il comune facesse ricostruire la cappella della Madonna accanto alla Porta di Girgenti rimasta alle fondamenta scalzate in seguito all’abbassamento di questa strada. Il Consiglio respingendone la dimanda faculta le anzidette persone che se vogliono facciano ricostruire la cappella con i propri denari…”.
Il Comune quindi, le cui finanze erano scarse, si rifiutava di ricostruire la cappella dando però il benestare ai devoti che, se volevano, potevano comunque farlo con i propri soldi. Ed è proprio quello che nel 1885 fecero un gruppo di persone, e tra questi i signori Cosimo Spagnolo, Antonino Amato, Benedetto Emmanuele e Agostino Indovina che riportarono “a cappella ra Maronna ‘mpinnuta” a livello di strada e per come la vediamo oggi. Sempre a proposito di tale cappella c’è da dire che il dipinto è fatto non su legno o tela, bensì su lastra di pietra; e c’è pure da aggiungere che la data del 1885 riportata nella iscrizione è quella della sua ricostruzione; in quanto dal documento che vi ho citato si evince che la cappella, se pur sotto diversa forma, era già esistente.





