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Termini Imerese: A Maronna ra funtana – di Nando Cimino

Forse non tutti ne conoscono la storia che vi racconto e che è veramente singolare

Credo tutti abbiate visto questa statuetta che vi presento nella foto e che si trova in una delle nicchie del prospetto della Chiesa Madre di Termini Bassa, ovvero al Santuario della Consolazione. Ma forse non tutti ne conoscono la storia che vi racconto e che è veramente singolare.

Si narra che questa Immacolata fosse popolarmente conosciuta come “A Maronna ra Funtana”; perché fin verso la metà dell’ottocento era collocata proprio al centro di una fontana, ormai scomparsa, e che ornava la nostra Piazza Duomo. Proprio a dimostrazione che i termitani avessero anche allora grande devozione nei confronti della Madonna, la statuetta era pure illuminata da un lampione le cui spese di accensione venivano pagate proprio attraverso le offerte dei fedeli. Ma a causa della non florida situazione economica della città, le offerte ad un certo punto si rivelarono insufficienti; ed il lampione non fu più acceso.

Questo provocò le vibranti proteste dei cittadini; e così la pubblica amministrazione si vide costretta ad intervenire con una specifica delibera del Decurionato del 1831, che qui vi riporto integralmente, e con la quale così decise:

“…..Il decurionato avendo in considerazione che il fanale esistente innanzi l’Immagine di Maria SS. Immacolata nel garaffo della piazza della Maggior Chiesa che (non) si accende più per causa di aver mancato i fedeli la elargizione all’uopo necessaria, Considerando che oltre esser giusto e confà alla Cristiana devozione l’accendersi il fanale innanzi la immagine di Maria SS. È anche comodo al pubblico per restar così ben illuminato il largo della Maggior Chiesa. Delibera di accendersi ogni sera, pure che sia le sere di luna, il fanale di cui è parola a spese del comune….”.

Insomma alla fine, pur di riaccendere quel fanale, il comune prese la salomonica decisione che esso in ogni caso, oltre ad illuminare la Immacolata, serviva anche per far luce alla piazza e quindi non era più una semplice questione religiosa ma anche un fatto di pubblica utilità; e così “A Maronna ra funtana” rivide la luce. Il Sindaco della città era allora Don Giuseppe Palmisano.

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