RubricaTermini Imerese

Termini Imerese: Arriva il Barone del Pontaggio – di Nando Cimino

Si trattava di Raffaele Vanni nato a Palermo nel 1597, che aveva acquisito il titolo di Marchese di Roccabianca dopo avere sposato Eleonora Termine e Bologna figlia del Barone di Birribaida

Le Cronache Termitane del 1629 ci dicono che in città arriva il cosiddetto “Barone del Pontaggio”. Si trattava di Raffaele Vanni nato a Palermo nel 1597, che aveva acquisito il titolo di Marchese di Roccabianca dopo avere sposato Eleonora Termine e Bologna figlia del Barone di Birribaida.

La famiglia Vanni i cui discendenti otterranno nel settecento anche il titolo di Principi di San Vincenzo, era di origini pisane ed era giunta a Palermo, almeno così sostiene il Villabianca, nel 1509. Qui si inserisce presto e bene negli ambienti altolocati della città iniziando una rapida scalata sociale e ricoprendo ruoli in varie istituzioni ecclesiali e benefiche ma soprattutto ospedaliere che assicuravano rendite e potere. Non per niente le vicende della famiglia Vanni si incroceranno strada facendo anche con la storia, misteriosa ma non troppo, dei Beati Paoli. Quello del pontaggio era un diritto medievale che consentiva a chi lo aveva acquisito di riscuotere una tassa da chiunque, durante il suo cammino, si trovasse a dover attraversare un ponte.

Nel caso di Termini Imerese esso veniva esercitato nel vecchio ponte sul fiume San Leonardo che si trovava ancora più a monte di quello attuale che vediamo nella foto e che fu costruito intorno alla metà del settecento. C’erano quindi degli addetti che controllavano il passaggio di uomini e mezzi e riscuotevano una tassa che veniva poi versata proprio nelle tasche del “Barone del Pontaggio”; insomma qualcosa di molto simile a quello che succede oggi con i pedaggi per le società autostradali.

Unisciti al gruppo Whatsapp di TelevideoHimera News

Articoli Correlati

Pulsante per tornare all'inizio