Termini Imerese: Chi camurria sta Pidimia!! -di Nando Cimino
Diceva così la gente commentando le scarne notizie che allora arrivavano attraverso la radio o le ancora pochissime televisioni
Tanti di voi non erano ancora nati, io si; ed avevo allora sette anni. Quella Pidimia, il popolino non usava ancora la parola Virus, non aveva la “corona” ma sempre dalla Cina veniva; dove era stato isolato per la prima volta, e subito battezzato “Asiatica”.
Era il 1957 e questa influenza, trasformatasi poi in Pandemia, prima che nel 1960 fosse dichiarata conclusa, causò oltre un milione di morti. E nonostante si dicesse che i giovani erano in quel caso tra i più esposti al contagio, io come vedete ne sono sopravvissuto; e così tanti altri miei coetanei che, senza mascherine senza amuchina e senza particolari altre precauzioni, continuammo a giocare ed a sporcarci nelle strade polverose. I nostri genitori ed i nostri nonni, forse perché abituati a guerre e carestie, non si lasciarono prendere dal panico e dall’isteria, non andarono all’assalto dei supermercati, anche perché ancora non c’erano; e continuarono nelle loro abituali attività senza particolari restrizioni. Ricordo solo di una imponente e totale disinfestazione della città, avvenuta proprio in quegli anni, e che lasciò l’aria irrespirabile per diversi giorni.
Eppure al 4 Ottobre del 1957, ovvero dopo pochi mesi dalla prima segnalazione, nella sola Sicilia i casi di contagio da Asiatica, come si legge in un articolo di giornale dell’epoca (nella foto) erano già arrivati a circa 10.000. E pare che allora, ma parliamo di “vox populi”, nella nostra Termini Imerese e nell’arco di circa due anni, per l’Asiatica o per complicanze polmonari ad essa collegate, morirono almeno quaranta persone; pur se si trattò nella maggior parte dei casi di anziani o comunque di soggetti già debilitati per altre malattie. Aspettiamo…passerà anche questa!!!






