Termini Imerese: “I clandestini portano malattie…” – di Nando Cimino
Conoscere taluni aspetti di storia minore della nostra città, può a volte servirci a riconsiderare o comunque a guardare sotto un'altra ottica taluni fatti dei nostri tempi
“I clandestini portano malattie” …Era quello che già nell’ottocento sostenevano i nostri amministratori; e conoscere taluni aspetti di storia minore della nostra città, può a volte servirci a riconsiderare o comunque a guardare sotto un’altra ottica taluni fatti dei nostri tempi.
A quanto pare infatti già più di 135 anni fa ci si trovava a dover affrontare il problema degli immigrati clandestini; e di conseguenza, senza porsi tanti scrupoli, si pensava già a come chiudere le frontiere. E così nel 1884 con delibera di Giunta del 13 Luglio, il Comune di Termini Imerese probabilmente di intesa con altre città costiere, decide di inviare una lettera agli organi nazionali in cui sull’argomento così testualmente scriveva:..
“…La Giunta convinta che a scongiurare l’invasione del colera in Sicilia nessun altra misura sarebbe più opportuna che una rigorosa sorveglianza delle coste dell’isola al fine di impedire ogni approdo clandestino principalmente dalle numerose barche da pesca che in atto stanno a pescare sulle spiagge di Berberia da Tunisi ad Algeri…….” .
In pratica avveniva che, in mancanza delle odierne ONG, i clandestini venissero portati sulle nostre coste dalle barche dei pescatori nordafricani. Ed ecco il motivo per cui Termini Imerese chiedeva la istituzione di un consorzio dei comuni costieri siciliani per creare un servizio di controllo a mare, atto a contrastare proprio lo sbarco di clandestini; a loro dire peraltro anche portatori di malattie.
Possiamo considerarlo razzismo o una qualche forma di sovranismo d’altri tempi? Fate voi. Di certo c’è che quella dei nostri antenati era una filosofia molto spicciola che, anche nella pratica, corrispondeva all’antico detto: “Cu si guarda u sò nun fa mali a nuddu”! – Che ne dite??





