RubricaTermini Imerese

Termini Imerese: Quando passava a Troccula – di Nando Cimino

Con l'aiuto di una toccante immagine di Cristo in Croce, che si conserva in una delle chiese di Termini Imerese, voglio parlarvi di un'altra antica tradizione della Settimana Santa , anch'essa ormai scomparsa, ovvero di..."Quando Passava a Troccula"

“Lu Venniri matinu, la Bedda Matri si misi ‘ncaminu, e cu l’occhi russi e chini di chiantu, cuntrita circava lu sò Figghiu Santu. Pi strata lu vitti poi ‘ncatinatu e pi lu duluri ci mancò lu ciatu. Lesti ‘ntà cruci allura u ‘mpinneru e cu li spini lu ‘ncurunaru”.

Ero bambino e ricordo che il Venerdì Santo, dopo l’annunzio della Morte di Cristo, allorchè le campane venivano legate ed il loro suono messo a tacere, per le strade già silenziose si udiva l’inconfondibile rumore della “Troccula.

“QUANNU A TROCCULA CRIPITIA GESU’ CRISTU E’ ALL’AUNIA”…. dicevano gli anziani; e rammento ancora che nel mio vecchio quartiere dei Cappuccini a tròccula passava due volte al giorno; la prima a mezzogiorno proprio per annunciare l’Angelus di metà giornata, e poi la sera per richiamare I fedeli alla preghiera dell’Ave Maria.

A Troccula, il cui nome italiano è crepitacolo od anche battola, è una tavoletta con un manico alla quale in ambedue i lati, con degli occhielli, sono agganciate delle barrette metalliche o, in talune anche un’altra tavoletta mobile. Con un adeguato e stancante movimento del polso si faceva in modo che gli elementi oscillanti battessero sulla tavoletta fissa provocando un particolare suono detto “a trucculiata”.

Oggi viene utilizzata solo durante la Processione del Venerdì Santo in sostituzione della campanella; ma anticamente, a farla girare per le strade, se ne occupava il Parroco; che di tale compito incaricava il Sacrestano oppure qualche ragazzino assiduo frequentatore della chiesa. Per tanti anni fu Patri Gnazzinu Candioto che nella Parrocchia di San Carlo, cui faceva riferimento il mio quartiere, si occupò di pianificarne l’adempimento con l’aiuto di un piccolo gruppo di giovani ai quali assegnava i turni e le zone.

Al passaggio della Troccula tante donne si affacciavano in strada facendosi il Segno della Croce; mentre i bambini, per gioco o curiosità, spesso seguivano il “suonatore” per tutto il rione.

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