Termini Imerese: Sapete chi era Raffaele Palizzolo? – di Nando Cimino
Fu un importante personaggio politico; era stato infatti Consigliere Comunale a Palermo e per ben cinque legislature anche deputato alla Camera

Fu addirittura Giuseppe Pitrè a farsi promotore di un “Comitato pro Sicilia” il cui scopo era quello di contrastare e contestare i tanti pregiudizi e le presunte prepotenze del nord nei confronti del sud e della Sicilia in particolare. La goccia che aveva fatto traboccare il vaso era stata la condanna di un nostro concittadino, Raffaele Palizzolo nato a Termini Imerese nel 1843, il quale era stato accusato e condannato quale mandante dell’omicidio del marchese Emanuele Notarbartolo.
Quest’ultimo era stato direttore generale del Banco di Sicilia e sindaco di Palermo; ed il delitto era avvenuto all’interno di un treno nel mese di Febbraio del 1893 nel percorso tra Termini Imerese e Trabia. Raffaele Palizzolo era a sua volta un importante personaggio politico; era stato infatti consigliere comunale a Palermo e per ben cinque legislature anche deputato alla Camera. E sarà proprio la Camera dei Deputati ad autorizzarne il processo nel 1899; processo a seguito del quale il tribunale di Bologna, considerandolo personaggio vicino ad ambienti mafiosi, se pur in assenza di prove certe lo condannava a 30 anni di carcere.
L’opinione pubblica ritenendo si fosse trattato di un errore giudiziario e sollevandosi a difesa del Palizzolo, vedeva in tale condanna più che un giudizio sui fatti e sulla persona, un giudizio preconcetto nei confronti della Sicilia intera ritenuta già allora terra di mafia e di mafiosi. Si ottenne così una revisione del processo che ammise in qualche misura l’errore giudiziario; e quindi nel mese di Luglio del 1904 la Cassazione di Firenze, dopo avere annullato la sentenza di Bologna assolveva l’imputato per insufficienza di prove. L’archivio storico del giornale “La Stampa” dando ampio risalto alla assoluzione del Palizzolo ed ai festeggiamenti che ne seguirono a Palermo ebbe a scrivere:
“…..Verso le ore 19:00 i Quattro Canti erano gremiti di una folla cosi straordinaria che la circolazione ne fu interrotta. Una dimostrazione prese le mosse. Essa si componeva di circa trecento popolani, i quali recavano sul cappello il ritratto del Palizzolo. La dimostrazione percorse il corso Vittorio oggi via Maqueda, con altissime grida di: Viva Palizzolo Viva Firenze! Altre dimostrazioni partite dai Quattro Canti, si recarono, fra grida frenetiche e di gioia, fino alla casa dei congiunti del Palizzolo, nonché’ alla Prefettura. Nelle vie principali si nota una calca straordinaria pell’addensarsi della folla attorno alle continue dimostrazioni di gioia. Nei quartieri popolari si fecero grandi feste, con luminarie, processioni e concerti….”.
Palizzolo, che mai ebbe a riprendersi del tutto da quella triste vicenda, morirà alcuni anni dopo il 7 Settembre del 1918.






