CuriositàRubricaTermini Imerese

Termini Imerese: “U burdellu da Vucciria” – di Nando Cimino

Anche Termini, così come Palermo, in tempi remoti aveva un quartiere chiamato della “Vuccirìa” o “delli buccirìi”

Foto Facebook condivisa da Fabio Chiaramonte

C’era anticamente anche a Termini Imerese un quartiere che, così come a Palermo, veniva chiamato della “Vuccirìa” o “delli buccirìi”; ovvero un quartiere dove aveva la sua sede il macello della città.

Siamo nel quindicesimo secolo e, da quel che ci dicono i ricercatori Salvatore Mantia ed Antonio Contino, “….il macello era posto presso la chiesa di S. Caterina d’Alessandria, lungo la strada che conduceva alla chiesa di S. Giovanni Battista….”. Ma il luogo che, come avrete capito si trovava nella zona vicina alla odierna Villa Palmeri, a quanto pare era pure e forse meglio conosciuto, per il fatto che li nei pressi c’era anche un postribolo; ovvero un bordello dove tante donne erano dedite alla attività di meretricio.

Immaginiamo che il quartiere, od almeno proprio quella zona, non dovesse esser particolarmente decoroso; da li infatti oltre ai tanti animali che venivano avviati alla macellazione passavano prostitute e clienti, e magari anche magnaccia che certo non dovevano essere tipi particolarmente raccomandabili. Spesso si trattava di “avventori” che giungevano anche dai paesi vicini; così come pure le tante bagasce che, come ci riferiscono ancora gli storici Mantia e Contino e come emerge dai documenti consultati, erano anche loro delle forestiere.

Si parla infatti di una certa Julia intesa “la ragusana” probabilmente perché proveniente proprio da Ragusa, e poi ancora di Nora “la ciminnita” (da Ciminna), Antonia la “cambaratìsa” (da Cammarata), Francesca “la pulizzana” (da Polizzi Generosa) e poi, ma ve ne erano altre, ancora un’altra Julia ma questa detta invece “la cefalotàna” perché arrivava proprio dalla vicina Cefalù.

“Riteniamo, – ci dicono ancora i due studiosi – che non a caso le meretrici provenivano dal vasto retroterra che gravitava attorno al Regio Caricatore del Grano in Termini, uno dei maggiori dell’Isola. Termini infatti, era allora un centro commerciale di primo ordine, scalo marittimo frequentato da gente proveniente dai maggiori porti del Mediterraneo, meta di lucrosi traffici commerciali, ma al contempo di illeciti affari.

Non so dirvi quali fossero le tariffe praticate, ma in fatto di prostituzione a quanto pare Termini era proprio una buona piazza!

Unisciti al gruppo Whatsapp di TelevideoHimera News

Related Articles

Back to top button

Utilizziamo i Cookies tecnici e di terze parti per assicurarti di ottenere una esperienza di utilizzo ottimale nel nostro sito. La prosecuzione nella navigazione (click, scroll,...) comporta l'accettazione dei coockie. LEGGI INFORMATIVA

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi