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Termini Imerese: Viva San Tarcì – di Nando Cimino

Il Santo veniva festeggiato in una delle Domeniche di Agosto con Solenni Messe e Panegirico ed era pure attivo un bel gruppo di bambini detti proprio “Paggetti di San Tarcisio”

Si ringrazia per la foto Gaetano Spicuzza

Sicuramente vi chiederete di cosa si tratta e chi è o cosa fosse questo San Tarcì? Ebbene in passato a Termini Imerese con questo nome veniva chiamato San Tarcisio; Santo che ancora fin negli anni cinquanta si festeggiava anche nella nostra città.

Me ne parlò tanto tempo fa e ne scrisse pure, Don Castrenze; un appassionato cultore di storie e tradizioni locali che raccontava di questa gioiosa festa che si svolgeva nella Chiesa di Sant’Orsola. San Tarcisio è venerato come Martire della Eucaristia ed è Patrono dei chierichetti (ministranti); e di questo Santo, proprio in quella Chiesa purtroppo oggi chiusa, esiste un simulacro che lo vede raffigurato con le mani al cuore ed intento a sostenere Gesù Sacramentato. Veniva festeggiato in una delle Domeniche di Agosto con Solenni Messe e Panegirico e nella chiesa era pure attivo un bel gruppo di bambini detti proprio “Paggetti di San Tarcisio” che vestivano una tunichetta bianca con croce rossa. Il gruppo che pare fosse parecchio numeroso, era seguito da due abili signorine che il nostro storico ci riporta essere state a quei tempi tale Provvidenza Mantia e poi ancora tale Maria Di Vittorio.

Dopo la Solenne Celebrazione Religiosa, la festa si concludeva all’aperto; infatti ai bambini ed a tutti i presenti, il Sacerdote aveva cura di fare assaggiare un bel gelato al limone preparato da Mastru Binirittu Passantino. In un clima di allegria i paggetti si divertivano in amicizia con giochi improvvisati; e la festa, che coinvolgeva tutto il quartiere, finiva con sparo di tric-trac e al grido di “Viva San Tarcì”! Ma, sempre sull’argomento, c’è da aggiungere anche un altra nota curiosa. La popolarità del Santo fra i bambini era infatti tale che, in epoca fascista, il regime aveva pensato, con il consenso del Vaticano, di proclamarlo anche Patrono dei piccoli Balilla. E così, negli anni trenta ed anche a Termini, durante la festa il Sacerdote distribuiva le immaginette del Santo proprio con la scritta “San Tarcisio protettore dei Balilla”.

Sul Santo, che tanti a Termini chiamavano anche “u santu piciriddu”, c’è da dire che il suo vero nome non era Tarcisio ma Tarsicio ovvero nativo di Tarso; egli fu un piccolo martire morto lapidato a soli 12 anni, mentre proteggeva la Santissima Eucaristia dai pagani che volevano profanarla. Le sue Reliquie si trovano a Roma nella Basilica di San Silvestro in Capite e la Chiesa lo ricorda il 15 di Agosto giorno della sua morte avvenuta nel 257 d.C.

Purtroppo Termini Imerese ha perso anche questa tradizione; e tanti probabilmente nemmeno sanno della presenza nella nostra città del culto per questo Santo.

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