RubricaTermini Imerese

Il Carnevale Termitano nei favolosi Anni Sessanta – di Nando Cimino

C'era allegria, c'era spensieratezza, ma c'era ancora tanta compostezza; ed i termitani vi prendevano parte non da semplici spettatori bensì da protagonisti

Pur nella loro semplicità, quelle degli anni sessanta sono state probabilmente le edizioni più apprezzate dai termitani e pure dai tanti spettatori che, grazie alla sempre maggior notorietà acquisita della manifestazione, incominciavano a giungere a Termini anche da tanti altri centri della nostra regione, e non solo dai paesi vicini.

C’era allegria, c’era spensieratezza, ma c’era ancora tanta compostezza; ed i termitani vi prendevano parte non da semplici spettatori bensì da protagonisti. Erano i primi anni in cui si incominciavano a vedere dei veri e propri carri allegorici interamente di cartapesta; e questo grazie alle maggiori risorse che gli amministratori iniziavano a mettere a disposizione, investendo sulla crescita dell’evento, anche in prospettiva di un ritorno economico per la città. In tal senso si era dato vita ad una sorta di rapporto privilegiato con gli organizzatori del Carnevale di Viareggio e per qualche anno furono fatti giungere a Termini anche alcuni pezzi dei carri viareggini.

Ma si volle anche favorire l’apprendimento della lavorazione dei carri e di quello della cartapesta, facendo venire a Termini, direttamente dalla città Toscana, anche un gruppo di maestranze. I nostri artisti, fra i quali anche il maestro Salvatore Contino, eccellente pittore e noto con lo pseudonimo di Tinosa, ne appresero presto e bene i segreti; ed oggi le maestranze termitane sono tra le più apprezzate, e la loro opera è richiesta anche in tanti altri carnevali di Sicilia.

Nella foto di copertina, datata 1960, ammiriamo una “splendida” coppia di sposini; lui è Alberto Cilfone, mentre il lui/lei si chiama Cosimo Bova. Sono una allegra coppia di nostri concittadini che in quegli anni allietarono le sfilate del nostro Carnevale, una delle cui più riuscite edizioni fu quella del 1963. In quegli anni nessuna città vicino alla nostra organizzava pubbliche manifestazioni carnascialesche con sfilate, non c’era ancora la smania delle sagre e delle fiere e nei piccoli paesi l’unica festa era solo quella patronale.

E così anche l’Ente Provinciale per il Turismo decretò che la nostra manifestazione carnascialesca venisse considerata “la sola preminente della Sicilia occidentale”. All’ottenimento di questo risultato di cui tanti giornali parlarono, contribuì il Comitato che allora era presieduto dal Sindaco Dott. Notaio Francesco Candioto, ed anche la Pro Loco di cui proprio nel 1963 era presidente il Comm. Vito Salvo.

Unisciti al gruppo Whatsapp di TelevideoHimera News

Related Articles

Back to top button

Utilizziamo i Cookies tecnici e di terze parti per assicurarti di ottenere una esperienza di utilizzo ottimale nel nostro sito. La prosecuzione nella navigazione (click, scroll,...) comporta l'accettazione dei coockie. LEGGI INFORMATIVA

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi