San Nicola, u Santu da Bona Rota – di Nando Cimino
Si narra che una volta il Santo raccolse le invocazioni di un padre che non aveva soldi per fare la dote alle sue tre figlie

E’ la sera della Festa di San Nicola di Mira, meglio conosciuto anche come San Nicola di Bari; città dove vengono venerate le sue spoglie. Nella mia Termini Imerese, dove sono nato e dove ancora abito, a Lui è intitolata la Maggior Chiesa; e tempo fa mi si raccontava, ma io non ne ho personali ricordi, che anticamente il Santo fosse qui popolarmente denominato anche “u santu da bona rota” (il santo della buona dote).
Il perché l’ho capito apprendendo di questa vecchia leggenda che adesso vi racconto ed a cui fa riferimento anche Giuseppe Pitrè in uno dei suoi scritti. Si narra che una volta il Santo raccolse le invocazioni di un padre che non aveva soldi per fare la dote alle sue tre figlie; e che era in uno stato di disperazione perchè, secondo le usanze del tempo, se fossero rimaste zitelle si sarebbero dovute prostituire.
Nicola allora, mosso a pietà, passò di notte davanti a quella casa e attraverso una finestra rimasta aperta vi gettò dentro un sacco di monete d’oro. La stessa cosa fece la sera successiva per accontentare anche la seconda figlia; ma ritornando ancora la terza sera per portare a termine la sua “missione” trovò la finestra chiusa. Il Santo, non sapendo come fare, salì sul tetto e, così come fa Babbo Natale, lanciò le sue monete d’oro attraverso la canna del caminetto. Da qui nasce la consuetudine siciliana secondo cui anticamente, ma in taluni posti accade pure oggi, il Santo venisse invocato anche dalle mamme che, avendo figlie da sposare, vi si rivolgevano affinché potessero fare per loro una buona dote ed aspirare quindi ad un buon matrimonio. Ed una di queste invocazioni fa così:
“Iò Ti preiu, Nicola Santu,
pi la carità ch’avisti,
tri picciutteddi maritasti
e di grazii l’arricchisti.
Tu cu mia u stissu a fari,
e di mia un ti scurdari.
Tu si santu da bona rota
dammi aiutu ca ti sugnu divota”.





