Rubrica

A spasso nel tempo: Il primo presepe della storia è italiano e nasce a Greccio

La prima rappresentazione della Natività risale al 25 Dicembre 1223, realizzata da San Francesco nel borgo in provincia di Rieti

L’anno 1223 volgeva ormai al termine, quando San Francesco d’Assisi, ispirato dalla semplice atmosfera del piccolo paese montano di Greccio e desideroso di celebrare il Natale in un modo nuovo che potesse attirare l’attenzione di una popolazione poco religiosa, disse all’amico Giovanni Velita, signore di Greccio: “Scegli una grotta dove farai costruire una mangiatoia ed ivi condurrai un bove ed un asinello, e cercherai di riprodurre, per quanto è possibile la grotta di Betlemme! Questo è il mio desiderio, perché voglio vedere, almeno una volta, con i miei occhi, la nascita del Divino infante.”

Fu così che Greccio fu scelta dal santo come sede del primo presepe vivente della storia, dopo aver ottenuto il permesso da Papa Onorio III. Francesco, infatti, ebbe l’idea mentre si trovava a Roma in attesa dell’approvazione della Regola del suo nuovo ordine cenobitico, e si operò per metterla in atto non appena ebbe fatto ritorno a Greccio con la bolla papale.

Il paese di Greccio non fu una scelta casuale. Nel 1223, l’anno del primo presepe, già vi si trovava l’eremo attorno al quale nel 1228, dopo la morte del santo, sarebbe stato costruito il santuario che ancora oggi rende questo luogo una perla della Valle Santa e una continua meta di pellegrinaggi. Greccio, inoltre, ricordava al santo la città di Betlemme, luogo natale di Gesù. Francesco vi era stato nel 1219 durante un viaggio in Egitto e in Palestina, e la nostalgia per la santa città gli aveva permesso di rivedere nel paesino di Greccio la stessa atmosfera di semplice povertà. Dal 1992 Greccio è gemellata con Betlemme, riconoscendo il legame storico e spirituale forgiato da San Francesco ottocento anni fa.

All’epoca il santo desiderava far comprendere il miracolo della Natività alla “gente rozza e selvaggia” di Greccio, poco incline agli insegnamenti cristiani; inviò perciò degli araldi per convocare tutti gli abitanti del paese. Francesco riuscì nel suo intento, tanto più che essi assistettero ad un vero e proprio miracolo: tutti gli “attori” del presepe erano persone in carne ed ossa, fatta eccezione per il bambinello, che non era altro che un’immagine realizzata dalla moglie di Velita, Alticama Castelli di Stroncone; tuttavia, secondo il resoconto del cavaliere Giovanni da Greccio, questi prese vita alla vista del santo, che lo prese in braccio.

Dal 1972, per ricordare l’evento che pose una piccola cittadina tra le montagne laziali al centro della cristianità, viene realizzata ogni Natale la Rievocazione Storica del Presepe di Greccio, che attira curiosi e fedeli da tutto il mondo. Si tratta di una rappresentazione in costumi medievali in sei scene, i cui dialoghi sono tratti dai testi di Tommaso da Celano, biografo di San Francesco, San Bonaventura da Bagnoregio e Monsignor Arduino Terzi. La scena si apre nel 1246, con alcuni frati che raccontano la vita di Francesco a Greccio; si sposta quindi nel 1223, prima a Roma con Onorio III, e poi a Greccio, concludendosi con il miracolo del bambinello.

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