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Termini Imerese: La curiosa “storia” di Via Panzica – di Nando Cimino

A cosa, od a chi, deve il suo nome la strada?

Tra le strade di cui vi ho finora parlato è probabilmente la meno conosciuta; anche perché la sua posizione la porta ad essere frequentata solo dagli abitanti della zona. La via Panzica, in parte carrozzabile, solo nell’ultimo tratto del suo percorso diventa una ripida salita fatta da suggestive rampe che con stretti scalini le consentono di superare un dislivello di una ventina di metri prima di adagiarsi sulla soprastante via dell’Annunziata che costeggia l’omonima chiesa.

Il quartiere è quello delle Rocchecelle (i rrucchiceddi), molto noto ai termitani. Un suggestivo quartiere oggi risanato che si adagia proprio sotto una rocca che come altre, ed a detta degli esperti, era inglobata nella vecchia cinta muraria della città. Vi abita una numerosa comunità fatta per lo più di gente semplice dedita ad attività legate al mare, ma non solo; la via Panzica quasi taglia in due il quartiere al cui interno non si segnala oggi alcuna particolare attività di tipo commerciale. Fino a qualche tempo fa, così come in altri posti della nostra città, c’era anche qui una taverna che per essere meglio individuata, se mai ce ne fosse stato bisogno, esponeva come tutte un ramo di alloro o di carrubo.

La zona, molto popolare, si presta ad esser visitata da quanti amano allontanarsi dal caos delle strade principali. Qui infatti, e soprattutto d’estate, è possibile rivivere atmosfere antiche fatte dal vociare allegro dei bambini intenti a giocare, dagli anziani seduti davanti alla porta a chiacchierare, da fiori ed odorose erbe aromatiche, dai panni stesi ai balconi cullati da una leggera brezza marina e dal profumo di appetitose e semplici pietanze preparate dalle massaie.

Ma a cosa, od a chi, deve il suo nome la strada? Vi dico subito che lo studioso Enzo Giunta ne parla in una sua pubblicazione ascrivendolo a quello di una famiglia, Panzica appunto, che li si presume abitasse. Ma io, da appassionato di storie popolari, sono andato oltre; e così tanti anni fa, trovandomi a parlare con un anziano del posto, raccolsi un’altra suggestiva spiegazione. Mi disse l’uomo, di cui non ricordo più il nome, che la strada si chiamava così perché proprio nella vicina torre e nella sottostante roccia, durante la bella stagione si sentivano cantare “i papanzìchi”. Per molti di voi questa sarà probabilmente una parola sconosciuta; ma si tratta di un vocabolo siciliano con il quale veniva popolarmente chiamata una varietà di grilli che emettono un suono particolarmente stridulo ed incessante.

Quindi, secondo quell’anziano, era questo il vero motivo per cui la strada, a causa di quella sua peculiarità, era denominata “a strata ri papanzìchi”; nome che poi, con il passare del tempo, divenne via Panzica. Sarà andata veramente così!? Forse no; ma la storia popolare mi sembrava curiosa e ho voluto raccontarvela.

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