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Termini Imerese: U Nannu Ca Nanna 120 anni d’amore – di Nando Cimino

Il 25 Febbraio del 1900 fù la prima volta in cui a Termini Imerese si videro sfilare le due caratteristiche maschere del Carnevale Termitano

Era una allegra Domenica pomeriggio del 25 Febbraio 1900, giorno di Carnevale, quando a bordo di una sontuosa carrozza fecero il loro trionfale ingresso in città “U Nannu ca Nanna” – Stando a questi ricordi, tramandati a voce dai nostri antenati, fu quella la prima volta in cui a Termini Imerese si videro sfilare le due caratteristiche maschere; maschere che da quel giorno in poi sono diventate l’espressione massima del nostro Carnevale.

U Nannu, che se pur sotto altra forma, da unico personaggio aveva sino ad allora simboleggiato la festa; aveva finalmente preso moglie. Fu una grande gioia per tutti; e da quel giorno, ogni anno, grandi e piccini continuano a riversarsi per le strade ad aspettare plaudenti il loro arrivo. Ma di questi ricordi, e con particolare riferimento proprio all’anno della loro prima comparsa nel Carnevale Termitano, troviamo anche in questo caso conferma, se pur indiretta, nel Testamento du Nannu del 1950; anno in cui vengono ricordate le nozze d’oro dei due arzilli vecchietti e quindi la loro simbolica unione. Ecco cosa scriveva l’ignoto autore:

….. Su passati cinquant’anni
di ddi tempi si biati
quannu u nannu cu la nanna
si sunnu maritati….”

ed ancora riferito alla nanna

“….Da 50 anni di matrimoniu
nun sè mossa du me latu,
ma asciucatu lu suduri
e sa sucatu lu me ciatu……”

 

L’autore di quel testamento quindi, doveva esser stato personalmente presente o ne aveva avuto riportata diretta testimonianza, della prima uscita delle due maschere che, in mancanza di altri riscontri, desumiamo sia quindi avvenuta nel 1900. Ed allora gioiamo per questo storico avvenimento e quest’anno, tutti insieme, prepariamoci a festeggiare i 120 anni di nozze dei nostri beneamati Nonni.

Un grazie va certamente alla Famiglia La Rocca, storica proprietaria delle maschere, che da decenni le custodisce con amore ed ogni anno a Carnevale le “dona” alla città perché tutti possano godere di sani momenti di gioia e di divertimento.

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